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” Non è vero che si vive una volta ma si muore una volta sola ed ogni giorno è una vita”
Queste le parole di Marco Giori, lavora nel settore metalmeccanico e dipinge la notte che è sua ispiratrice.
Si firma Emarkei, acronimo in inglese di marco (mrk) em.ar.kei.
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Lo incontro alla sua mostra DI(SEGNO) a Brescia Italy nella galleria Gare 82, nel suo abito rosa confetto si propone con un umiltà disarmante, propria di un grande uomo, generoso in tutte le sue parole e gesti e gli chiedo:
Marco raccontaci la tua storia:
“La genesi del mio percorso inizia dalla mia frequentazione per scopi lavorativi del mondo indiano, in particolar modo mi ha affascinato l’importanza che la cultura orientale da ai sogni ed ho imparato quindi che sogni difficili da realizzare non sono impossibili.”
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Quali sono i tuoi inizi:
” Una notte di qualche anno fa,  fantasticando in un sogno vigile , mi viene un idea goliardicamente provocatoria: dipingere con i clisteri. L’idea si trasforma in sogno e durante questo sogno ad occhi aperti si affina la tecnica, ancora teorica, fino nei minimi dettagli, manca però la motivazione , l’ispirazione , la poesia , l’anima e cosi il sogno diventa un ricordo in attesa di scoppiare.”

Quale è stato il click per la tua anima artistica:

” Due anni fa mi viene diagnosticata una malattia degenerativa allo stato embrionale. Da persona assolutamente positiva quale mi ritengo, reagisco, dopo lo scossone iniziale, consapevolizzando il fatto che NON HO PIU IL LUSSO DI PERDERE IL TEMPO. Faccio una rigidissima selezione di amicizie, elimino la televisione, dormo lo stretto necessario e mi dedico egoisticamente alle cose che mi danno energia. Una notte di godereccia euforia , il mio grande amico Paolino, non ricordo come, mi spinge in una scommessa onerosa: diventare artista entro un mese. L’indomani , da sobrio mi raccapezzo e solo il pensiero della sfida mi carica di energia e boooooommmm!  L’ispirazione è di stampo fotografico, mi affascina l’idea di dare nuova vita a quella frazione di secondo in cui l’immagine fotografica viene impressa sulla pellicola, quell’attimo, voluto, cercato, selezionato e scelto dall’artista e proposto alle altrui emozioni, scenari veri , vissuti reali, non frutto di fantasia interpretativa ed a questa fantasia dono il mio tempo e le mie notti.

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Come reputi la tua arte e l’essere un artista:
” Non mi reputo un artista ,ma un artigiano, l’unico momento in cui sono artista è il momento dell’ispirazione, poi è spensieratezza dove l’occhio guarda, la mente vede e l’anima guida la mano, l’unico momento dove il mio manufatto diventa opera è il momento in cui provoca emozioni, dopo è collezione in attesa di sgranare altri sguardi ed aprire altri cuori… “
Tra le infinite rielaborazioni della figura umana sperimentate dagli artisti, è possibile individuare moltitudini di tendenze che si alternano nel corso della storia dell’arte: realisticaidealizzante od espressiva che sia deve provenire dal cuore e dall’anima e Marco Giori, ve lo assicuro, le sa esprimere tutte.
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Un giorno arriva un dono con scritto:Spero che in foto renda come dal vivo, mi ha colpito la serenità del tuo sguardo sereno e con un pizzico di malinconia anni ottanta…ti ho percepita così assolutamente colorata con l’anima rosa come la cornice di pelliccia “
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